Prevenire è già proteggerti.

“Un artigiano non ha mai un ufficio reclami”.

 

E questo non perché “non sbagliano mai” o perché, come potrebbe pensare qualcuno (in “malafede”), sono artisti-creativi e, in quanto tali, i loro pezzi sono unici proprio perché imperfetti… accettando eventuali irregolarità.

Beh… non è proprio così!L’artigiano non ha un “ufficio reclami” per 4 motivi:

  • Non ammette l’errore, lavora per l’eccellenza, per un lavoro eseguito “a regola d’arte”;
  • Conosce molto bene la materia, sa come “trattarla” affinché possa performare ai massimi livelli;
  • Il suo prodotto è la massima espressione di sé, della sua anima, lo vive a tal punto da riconoscersi in ogni gesto che conduce alla sua creazione;
  • Sa porsi le domande giuste, nel momento giusto… ogni dubbio o perplessità è l’occasione giusta per riflettere, decidere, recuperare /riparare, levigare, ricominciare e procedere.

Anche noi siamo artigiani del nostro settore e crediamo che sia veramente poco intelligente “pagare” le persone per gestire i nostri stessi errori (e, di riflesso, i futuri reclami dei nostri clienti).

Quindi, cosa facciamo?
Semplicemente, scegliamo di non generare reclami.

Il nostro prodotto deve essere perfetto perché un processo di asciugatura non correttamente gestito o anche solo la discrepanza di 1mm nelle misurazioni finali, fanno la differenza nel prevenire infezioni, preservare un dispositivo medico o nell’aver contribuito (in modo determinante) a salvare una vita.

Mentre per alcuni “fatto è meglio di perfetto” per noi vale la regola “fatto è perfetto”.

Cambiare punto di vista ci aiuta a comprendere meglio la portata della nostra impresa, a familiarizzare con il concetto che possiamo fare la differenza solo se troviamo, ogni giorno, il coraggio di “accendere la luce e guardare in faccia la realtà”.

E la realtà, nei fatti, si mostra “netta e cruda” e ci dice che:

  • Il nostro packaging flessibile “deve pensare per 3” perché deve aderire perfettamente alle necessità del nostro MDM, resistere alle possibili “mancanze /non curanze” nella filiera di stoccaggio e, al tempo stesso, “essere più intelligente” del suo user finale (compensando eventuali sue “resistenze”);
  • Durante ogni nuova linea di produzione dobbiamo essere bravi ad “imparare e disimparare” perché ogni nuovo dispositivo medico da preservare è una nuova sfida da accogliere, fatta di nuove dinamiche, nuove richieste, nuove condizioni… nuovi materiali, nuove opportunità per essere “professionisti migliori” (di quanto non lo siamo stati ieri);
  • Le nostre buste sono soluzioni di packaging “vive ed hanno memoria”, ricordano e richiamano alla coscienza di chi le usa, nozioni, gesti ed esperienze già vissute e “provate” dai produttori dei dispositivi medici e dagli user finali (come, ad esempio, l’un-boxing) ma, soprattutto, evolvono conservando (e arricchendo) le proprie caratteristiche di base (come nel caso dei film accoppiati).

Trasformazione, produzione, personalizzazione (taglio, laminazione, stampa, saldatura) sono processi che, per natura, “generano e conservano informazioni fondamentali” (come dimensioni, dispersioni, temperature, resistenze, etc. etc.). e le traducono in prodotto finito; hanno, quindi, “memoria” o, per meglio dire, “memoria lunga”:

  • Significa resistere alle sollecitazioni di forze esterne (se il materiale è piegato, schiacciato o arrotolato) restando totalmente inalterati mantenendo, così, l’integrità del contenuto e la funzionalità della busta;
  • Significa mantenere un aspetto rassicurante anche dopo essere stato manipolato così da risultare importante anche nella presentazione del dispositivo medico che protegge;
  • Significa assicurare che la chiusura funzioni correttamente anche dopo ripetute aperture e chiusure (nel caso di packaging come buste richiudibili o sacchetti con zip);
  • Significa proteggere il contenuto da danni esterni, come l’umidità e l’ossigeno, che possono comprometterne la qualità, grazie alla sua capacità di ricordare la propria forma /condizione originale.

 

Le nostre soluzioni sono “packaging vivo”: materiali di ultima generazione e tecnologie avanzate fanno sì che non siano semplicemente passivi contenitori ma soluzioni capaci di interagire attivamente con l’ambiente ed il contenuto per migliorare la conservazione, la sicurezza e l’efficacia dei dispositivi che contengono..

  • I materiali utilizzati possono avere proprietà che reagiscono all’ambiente circostante per migliorare la conservazione del contenuto (barriere attive);

  • Il nostro packaging può essere trattato con agenti antimicrobici che aiutano a prevenire la crescita di batteri ed altri microorganismi sulla superficie delle stesse, contribuendo a mantenere la sterilità e la sicurezza del contenuto;
  • Le nostre soluzioni possono essere arricchite di tecnologia per il tracciamento ed il monitoraggio del prodotto lungo tutta la catena di distribuzione, garantendo la tracciabilità e migliorando la gestione del prodotto nello stoccaggio in magazzino.

Non sono mai stati “i margini per la quantità prodotta” a guidare la nostra visione bensì le persone che possiamo aiutare con una determinata quantità delle nostre forniture ed i dispositivi medici che possiamo “accogliere” e rendere accessibili grazie alle nostre soluzioni di packaging flessibile; questo ci impone un comportamento rigoroso e puntuale durante tutta la produzione ma, soprattutto, ci costringe ad essere umili ed estremamente pratici: porsi le domande giuste, nel momento giusto, fa di noi tecnici – ingegneri – responsabili – imprenditori… meritevoli della tua attenzione e della tua fiducia.

Tutto quello di cui hai bisogno… è nelle tue mani.

P.s.
Se è un nostro packaging significa che il nostro lavoro ha raggiunto il suo “fine più nobile”: te.

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